Il dolore cronico è una realtà complessa che richiede una comprensione approfondita per una diagnosi e un trattamento efficaci. Due termini spesso confusi in questo ambito sono i “trigger points” e i “tender points”. Sebbene entrambi siano associati al dolore muscolare, presentano caratteristiche distintive che è fondamentale riconoscere per una gestione ottimale del paziente.
Trigger points sono aree estremamente dolorose localizzate in uno o più muscoli. Il dolore può essere evocato dalla pressione diretta sul trigger point o può irradiarsi ad altre parti del corpo. I trigger points sono spesso presenti nella sindrome miofasciale, una condizione caratterizzata da dolore muscolare cronico.
Tender points sono invece punti dolenti alla pressione, ma il dolore è evocato solo nel luogo dove si trova il tender point e mai a distanza. Sono spesso presenti nella fibromialgia, una condizione caratterizzata da dolore cronico diffuso. Se ancora non lo hai fatto vai a leggere il nostro articolo pubblicato pochi giorni fa a riguardo.
Cos’è un trigger point?
I trigger points, noti anche come “trigger points miofasciali”, sono aree ipersensibili all’interno di un muscolo o del tessuto connettivo circostante. Questi nodi palpabili di tensione muscolare sono una fonte comune di dolore muscolare localizzato e possono causare dolore riferito in altre parti del corpo.
Caratteristiche principali dei trigger points
- Dolore intenso e localizzato
- Irradiazione del dolore in aree distanti
- Presenza di un nodo palpabile nel muscolo
- Possono causare debolezza muscolare e limitazione del movimento
- Spesso associati alla sindrome del dolore miofasciale
I trigger points possono inoltre essere classificati come attivi o latenti: i primi causano dolore sia in maniera spontanea che alla palpazione. I secondi, latenti, provocano dolore solo alla palpazione, ma possono limitare la mobilità e causare tensione muscolare.
Tender points: un’altra fonte di dolore
I tender points, d’altra parte, sono aree di sensibilità generalizzata, tipicamente associate alla fibromialgia. A differenza dei trigger points, i tender points non causano dolore riferito e non presentano nodi muscolari palpabili.
Caratteristiche principali dei tender points
- Dolore diffuso e simmetrico
- Nessuna irradiazione del dolore
- Assenza di nodi muscolari palpabili
- Associati principalmente alla fibromialgia
- Spesso accompagnati da altri sintomi come affaticamento e disturbi del sonno
- I tender points sono punti dolenti alla pressione che si trovano in determinate aree del corpo
Diagnosi differenziale: trigger points vs. tender points
La distinzione tra trigger points e tender points è cruciale per una diagnosi accurata e un trattamento mirato. Ecco una tabella comparativa per evidenziare le differenze chiave:
| Caratteristica | Trigger points | Tender points |
| Localizzazione | Muscoli specifici | Aree predefinite del corpo |
| Palpazione | Nodo muscolare palpabile | Nessun nodo palpabile |
| Dolore riferito | Presente | Assente |
| Associazione primaria | Sindrome del dolore miofasciale | Fibromialgia |
| Risposta al trattamento | Spesso migliorano con terapia manuale | Richiedono un approccio multimodale |
Approcci terapeutici per i trigger points
Il trattamento dei trigger points richiede un approccio multidisciplinare
- Terapia manuale: tecniche come il rilascio miofasciale, la compressione ischemica e lo spray and stretch possono essere efficaci nel disattivare i trigger points.
- Dry needling: inserimento di aghi sottili nei trigger points può aiutare a ridurre il dolore e migliorare la funzione muscolare.
- Stretching e esercizi: programmi di stretching mirati e esercizi di rafforzamento possono prevenire la ricomparsa dei trigger points.
- Terapia del dolore: in alcuni casi, iniezioni di anestetici locali o corticosteroidi nei trigger points possono fornire sollievo.
- Modifiche dello stile di vita: correggere la postura, migliorare l’ergonomia e gestire lo stress sono fondamentali per prevenire la formazione di nuovi trigger points.
Gestione dei tender points nella fibromialgia
Il trattamento dei tender points, nel contesto della fibromialgia, richiede un approccio olistico.
- Farmacoterapia: antidolorifici, antidepressivi e anticonvulsivanti possono essere prescritti per gestire il dolore e migliorare il sonno.
- Esercizio fisico: attività aerobica a basso impatto e esercizi di rafforzamento leggero possono ridurre il dolore e migliorare la funzionalità.
- Terapie cognitivo-comportamentali: tecniche di rilassamento, mindfulness e CBT possono aiutare a gestire il dolore cronico.
- Terapie complementari: agopuntura, massaggio e tai-chi possono offrire benefici in alcuni pazienti.
L’Importanza di una diagnosi accurata
La distinzione tra trigger points e tender points è fondamentale per una gestione efficace del dolore cronico. Mentre i trigger points sono spesso trattabili con terapie mirate, i tender points richiedono un approccio più globale alla salute del paziente.
I professionisti della salute devono essere consapevoli di queste differenze per evitare diagnosi errate e garantire trattamenti appropriati. La collaborazione interdisciplinare tra medici, fisioterapisti e specialisti del dolore è essenziale per offrire ai pazienti le migliori possibilità di sollievo e miglioramento della qualità della vita.
Ricordate: se sospettate la presenza di trigger points o tender points, consultate sempre un professionista sanitario qualificato per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato.
Se vuoi approfondire i criteri diagnostici per la fibromialgia leggi l’articolo scientifico.
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