L’esposizione a diversi tipi di pesticidi è collegata a disordini metabolici come il diabete e l’obesità, secondo quanto rivelato da una recente ricerca.
Lo studio, pubblicato a settembre sulla rivista Pesticide Biochemistry and Physiology, ha analizzato 4051 articoli presenti nel database PubMed, scoprendo che anche un’esposizione a basse dosi di pesticidi durante la gravidanza o l’infanzia può portare a disordini metabolici come il diabete, l’obesità, la malattia renale cronica e l’ipertensione. Questi composti chimici tossici solitamente alterano gli enzimi del fegato e i profili lipidici, disturbano il segnale insulinico all’interno delle cellule e la risposta dell’organismo all’esposizione chimica attraverso lo stress ossidativo e l’infiammazione. Inoltre, l’esposizione a questi composti può causare problemi riproduttivi, cardiovascolari e ormonali.
Lo studio ha anche dimostrato che l’esposizione al pesticida DDT può aumentare il rischio di tumore al seno e di disordini cardiometabolici in molteplici generazioni successive, a causa di un rischio ereditato di obesità. Sebbene il DDT sia stato bandito negli Stati Uniti per 50 anni, il suo pericoloso sottoprodotto DDE è ancora presente nell’ambiente.
“Il legame dei pesticidi con le malattie metaboliche correlate alla resistenza all’insulina può essere un’ampia area di ricerca da diversi punti di vista, incluse le evidenze epidemiologiche dei meccanismi cellulari che indeboliscono il segnale insulinico e gli approcci preventivi”, hanno concluso gli autori dello studio.
Studi precedenti hanno anche evidenziato gli effetti negativi dell’esposizione ai pesticidi sulla salute umana. Una ricerca del 2008 ha scoperto che quasi tutti i pesticidi aumentavano il rischio di diabete di oltre il 50%, mettendo in dubbio l’uso di pesticidi in agricoltura e in altre industrie.
Mentre, uno studio del 2017 si è concentrato sui carbamati, una classe di insetticidi, scoprendo che l’esposizione ad essi era legata a un rischio più elevato di contrarre il diabete.
In un rapporto pubblicato a Aprile dal gruppo di advocacy ambientale con sede a Washington, Beyond Pesticides, sono state sottolineate le difficoltà e le conseguenze allarmanti dell’uso di pesticidi e fertilizzanti sulla salute umana in tutte le età.
L’esposizione a questi composti chimici può causare deficit di abilità motorie, malattie respiratorie, infezioni all’orecchio, stress ossidativo, danni al DNA, cancro, diabete, ritardi nello sviluppo, pubertà precoce e autismo nei bambini. Neanche gli adulti sono esenti da questi rischi, con l’esposizione attraverso la catena alimentare che viene associata a danni al microbioma intestinale e a condizioni come la malattia infiammatoria intestinale (IBS) e al distress metabolico.
Il rapporto mette anche in guardia sui legami tra l’esposizione chimica e le condizioni neurologiche come la malattia di Parkinson, oltre a varie forme di cancro e problemi legati alla sterilità maschile e alla interruzione endocrina.
Sappiamo inoltre che l’uso diffuso di pesticidi e fertilizzanti sta provocando un drammatico declino nelle popolazioni di insetti. Le api, gli uccelli e la vita acquatica stanno soffrendo, insieme alle loro fonti di sostentamento, contaminate dai composti chimici distribuiti sui campi agricoli.
La ricerca costante della verità è il cardine su cui poggia l’evoluzione della scienza e del sapere umano. Come sottolineato dalla questa recente ricerca, è di fondamentale importanza approfondire la tematica dell’impatto dei pesticidi sulla salute umana e sul nostro ecosistema. L’obiettivo finale deve essere quello di trovare strategie sostenibili che garantiscano la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente, senza compromettere la salute dell’uomo. Il rispetto per la biodiversità e la salvaguardia del pianeta sono, infatti, non soltanto un dovere etico, ma anche la chiave per garantire un futuro sano e sicuro. Così come il nostro corpo, anche il mondo ha bisogno di cure ed attenzioni per mantenersi in equilibrio. Proseguiamo quindi nella ricerca della verità, perché solo attraverso la conoscenza potremo agire in modo consapevole e responsabile.
Tra le sostanza che migliorano le infiammazioni con proprietà antiossidanti ed antimicrobiche abbiamo la curcuma.
La curcuma ha effetti antiossidanti ed antinfiammatori; riduce i gas intestinali ed è anche antimicrobico. La sostanza alla base di molti dei suoi benefici è la curcumina, che le da il tipico colore arancione e che dal punto di vista chimico è classificata tra i polifenolici. La curcuma è anche fonte di fibre che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Apporta buone dosi di vitamine del gruppo B alleate del metabolismo e dello sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione, di calcio e fosforo utili per la salute di ossa e denti, di ferro necessario per evitare anemie, di potassio protettivo della salute cardiovascolare, di vitamina K importante per la coagulazione e di nutrienti dall’azione antiossidante (in particolare di vitamina E). Può rallentare la coagulazione del sangue quindi interferire con i farmaci relativi.
Può essere assunta come spezia o come integratore.
RICORDA BENE: quando usi gli integratori, anche se non sono farmaci. è necessario seguire attentamente i suggerimenti e/o le indicazioni riportate sulla confezione. Quantità superiori potrebbero causare seri problemi alla salute e non migliorano in efficacia.
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[…] a basse dosi riproduce cambiamenti nella pigmentazione della pelle, lesioni cutanee, tumori, diabete, malattie cardiovascolari, danni allo sviluppo […]
[…] L’obesità, definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un accumulo eccessivo di grasso corporeo che può nuocere alla salute, è una condizione multifattoriale complessa. Oltre ai fattori comportamentali, come l’alimentazione scorretta e la sedentarietà, un crescente corpo di evidenze suggerisce che anche fattori ambientali e genetici possono svolgere un ruolo importante. […]