artrite reumatoide

Artrite reumatoide e impatto dell’alimentazione vegan

Quando l'artrite reumatoide incontra una dieta bilanciata: scopri come l'alimentazione può migliorare la tua vita.

da Redazione
Pubblicato il: Aggiornato il: 6 minuti lettura

L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune cronica sistemica che affligge milioni di persone, caratterizzata da dolore persistente, rigidità e progressiva distruzione delle articolazioni, in particolare nelle mani e nei piedi, che può portare a deformazioni fisiche. Di fronte a questo quadro, qual è la migliore strategia per prevenire e curare la malattia?

L’Artrite Reumatoide è una patologia cronica di natura autoimmune che colpisce circa 10 milioni di individui a livello globale. In Italia, la malattia conta circa 300.000 pazienti. L’intervallo di età al quale la malattia si manifesta in prevalenza è collocato tra i 30 e i 50 anni.

È importante notare che le donne rappresentano circa il 75% della popolazione affetta da Artrite Reumatoide. Si tratta quindi di una patologia che ha un forte impatto predominante sul genere femminile, un aspetto da non sottovalutare nell’elaborazione di strategie di prevenzione e cura.

Questa condizione richiede una forte attenzione, in quanto non solo influisce negativamente sul benessere fisico dei pazienti, ma impatta significativamente anche sulla loro qualità di vita, limitando la normale funzionalità dell’individuo.

Un influente studio scientifico controllato e randomizzato, durato 13 mesi, ha raccolto dati sul rapporto tra diete a base vegetale e l’artrite reumatoide. I pazienti del campione hanno seguito una dieta vegana per tre mesi e mezzo, per poi passare a una dieta lacto-vegetariana senza uova per il resto della durata dello studio. In confronto al gruppo di controllo, che non ha apportato cambiamenti alla propria alimentazione, il gruppo che ha seguito una dieta a base vegetale ha sperimentato un significativo miglioramento della rigidità mattutina già nel primo mese. Infatti, i pazienti hanno riportato un dimezzamento delle ore in cui soffrivano di rigidità articolare, un calo del dolore da 5/10 a meno di 3/10 e un miglioramento della disabilità. Inoltre, hanno riferito di sentirsi fisicamente meglio, con un notevole miglioramento della forza di presa nelle mani, meno articolazioni dolenti e meno gonfiore. Tra i benefici aggiuntivi, i pazienti hanno perso circa 6 chili di peso, mantenendo la maggior parte di tale perdita per l’intero anno dello studio. I pazienti mostravano anche un abbassamento dei marker infiammatori nel sangue.

Numerose ricerche hanno messo in luce come la dieta possa influire su sintomi e dolore articolare in pazienti affetti da artrite reumatoide. È emerso che un eccesso di peso corporeo e una dieta basata su prodotti di origine animale, come latticini e carni rosse, possano accentuare i sintomi a causa dei loro effetti pro-infiammatori. Al contrario, regimi alimentari ricchi di vegetali, frutta e fibre sono associati ad un indice di massa corporea più basso e presentano proprietà anti-infiammatorie, contribuendo a ridurre dolore e infiammazioni nei pazienti. Le fibre presenti in questi alimenti di origine vegetale, inoltre, migliorano la composizione dei batteri intestinali e aumentano la loro diversità, aspetto che potrebbe potenzialmente ridurre infiammazioni e dolore articolare nei soggetti affetti da artrite reumatoide. Sebbene i cibi scatenanti possono variare da individuo a individuo, è stato evidenziato come una dieta vegana, basata su frutta, cereali integrali, legumi e verdure, possa contribuire a migliorare i sintomi eliminando molti dei cibi potenzialmente scatenanti più comuni. A seconda delle sensibilità individuali, potrebbe essere necessario eliminare ulteriori cibi noti per causare reazioni. Ulteriori ricerche sono necessarie per testare l’efficacia delle diete a base vegetale nel gestire il dolore articolare, l’infiammazione e la qualità della vita nei pazienti affetti da artrite reumatoide.

La conclusione dello studio disponibile a questo indirizzo

Ma perché la dieta può avere un impatto sulla malattia infiammatoria delle articolazioni? L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune nella quale il corpo attacca la membrane dei propri giunti. Una teoria riguarda il possibile legame con un’infezione: alcuni ricercatori hanno notato che le donne sono affette da artrite reumatoide tre volte più degli uomini. Un tipo di infezione più comune nelle donne rispetto agli uomini sono le infezioni del tratto urinario. Una ricerca ha quindi condotto all’individuazione, nell’urina dei pazienti con artrite reumatoide, del batterio Proteus Mirabilis. Seppur senza causare i sintomi di un’infezione urinaria, il batterio era presente in quantità sufficienti da innescare una risposta immunitaria. Infatti, esiste una molecola nel batterio Proteus Mirabilis che somiglia molto a una delle molecole presenti nelle nostre articolazioni. Quindi, gli anticorpi anti-Proteus, generati dall’organismo in risposta all’infezione del batterio, potrebbero danneggiare involontariamente i tessuti delle nostre articolazioni, portando alla distruzione delle stesse.

Le infezioni del tratto urinario hanno origine dalla flora fecale: i batteri risalgono dal retto alla vescica. Come potremmo quindi modificare il microbiota del nostro colon? Uno dei modi è certamente quello di cambiare la nostra dieta. Alcuni studi effettuati oltre 20 anni fa per cambiare la flora intestinale delle persone hanno dato risultati sorprendentemente positivi con una dieta vegana crudista. Tale dieta ha permesso di modificare significativamente la flora intestinale dei pazienti affetti da artrite reumatoide, con un corrispondente miglioramento dei sintomi.

Non si ha però conferma che una dieta a base vegetale possa ridurre gli anticorpi anti-Proteus fino ad ora. Coloro che hanno risposto positivamente alla dieta vegetale hanno mostrato un significativo calo degli anticorpi anti-Proteus Mirabilis rispetto al gruppo di controllo. Si ipotizza che la dieta vegana possa ridurre la presenza del batterio nelle urine o nell’intestino, dato che un passaggio da dieta onnivora a vegetariana ha una forte influenza sulla composizione delle urine, come ad esempio un aumento dei livelli di lignani – semi di lino (335 mg/100 g) e semi di sesamo (373 mg/100 g) -, che hanno proprietà antimicrobiche.

Questo permette di ipotizzare una nuova terapia per la gestione dell’artrite reumatoide, che include misure anti-Proteus come manipolazioni dietetiche sotto forma di diete vegetariane.

In conclusione, evidenze scientifiche suggeriscono un legame significativo tra la dieta e la gestione dei sintomi dell’artrite Reumatoide. È emerso che una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, può avere effetti benefici nel controllo dell’infiammazione e del dolore articolare. Al contrario, un’eccessiva assunzione di prodotti di origine animale potrebbe esacerbare i sintomi. Tuttavia, siccome l’effetto degli alimenti varia da individuo a individuo, potrebbe essere necessario fare ulteriori sperimentazioni per identificare la dieta più efficace per ciascun paziente. Ulteriori ricerche si rendono necessarie per verificare l’efficacia delle diete a base vegetale nel trattamento dell’artrite reumatoide. Ciò posto sta il fatto che un approccio alimentare, o in maniera più estesa una dieta attenta svolga sempre un ruolo importante nel migliorare la qualità della vita.

RICORDA BENE: quando usi gli integratori, anche se non sono farmaci. è necessario seguire attentamente i suggerimenti e/o le indicazioni riportate sulla confezione. Quantità superiori potrebbero causare seri problemi alla salute e non migliorano in efficacia.

Entriamo in contatto per condividere la nostra esperienza e migliorarci.

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