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Cannabis effetti collaterali confermati da un nuovo studio

da Redazione
Pubblicato il: Aggiornato il: 2 minuti lettura

Un recente studio ha rivelato che i consumatori di cannabis presentano nel corpo livelli superiori di metalli pesanti tossici rispetto a coloro che non ne hanno mai fatto uso. Tra i vari effetti collaterali del consumo di cannabis figura infatti un significativo incremento dei livelli di piombo e di cadmio nel sangue e nelle urine, come dimostrato dalla ricerca pubblicata sul giornale Environmental Health Perspectives il 30 agosto.

I dati raccolti dal National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) tra il 2005 e il 2018 su un campione di 7.254 adulti, suddivisi in quattro gruppi (non consumatori di marijuana e tabacco, utenti esclusivi di marijuana, fumatori esclusivi di tabacco, e consumatori di entrambi, marijuana e tabacco), hanno mostrato come i consumatori esclusivi di marijuana presentino un incremento del 27% di piombo e del 22% di cadmio nel sangue, e del 21% e 18% rispettivamente nelle urine.

Il cadmio, usato in numerose produzioni industriali e presente anche nel fumo di sigaretta, è un agente cancerogeno noto che, se assorbito in grandi quantità, può causare problemi allo stomaco e, se inalato ad alti livelli, danni ai polmoni o persino la morte. Il piombo invece, pur essendo stata drasticamente ridotta la sua esposizione nelle ultime decadi, continua a rappresentare un serio rischio per la salute pubblica, interagendo negativamente con diversi processi biologici e risultando tossico per molti organi e tessuti.

Consapevoli degli effetti collaterali dell’uso della cannabis, la comunità scientifica invita ad ulteriori studi sulla materia, data la crescente popolarità del consumo di marijuana. Negli USA infatti, dove più di 48 milioni di persone (il 18% della popolazione) hanno dichiarato di averne fatto uso almeno una volta nel 2019, la marijuana è legale per uso ricreativo in più della metà degli stati, anche se a livello federale rimane ancora illegale.

Di recente, il Dipartimento della Sanità Pubblica degli Stati Uniti ha proposto di allentare le restrizioni su questa sostanza, suggerendo di ricollocarla come droga con un potenziale di dipendenza e abuso da moderato a basso, paragonabile alla ketamina e al testosterone. Se questa proposta dovesse andare in porto, sarebbe possibile per le aziende del settore della cannabis essere quotate nelle principali borse e per le società straniere iniziare a vendere i loro prodotti negli Stati Uniti. Un passo ribadito come molto importante dal Leader della Maggioranza al Senato, Chuck Schumer.

Fonte NTD

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